LE ORIGINI

LE ORIGINI

Le Origini

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Le origini del Krav Maga risalgono a prima degli inizi della seconda guerra mondiale, e lo sviluppo di questo particolare metodo di difesa è opera del suo fondatore Imi Lichtenfeld.

I tratti che caratterizzano questo sistema di combattimento derivano dalla sintesi delle più efficaci tecniche tratte dalle discipline di Boxe, Wrestling, Aikido, Judo Ju-Jitsu, risultando in una singola e fluida disciplina militare che risalta il continuo movimento durante lo scontro, e unisce simultaneamente attacco e difesa in un contesto perfettamente dinamico.

L’etimologia del nome “Krav Maga”, dall’ebraico: “Combattimento a Contatto“, ne suggerisce i fondamenti basati sul controllo, sull’immediatezza e sul suo utilizzo all’interno di un contesto militare. La sua riconosciuta efficienza, semplicità e, quando richiesta, brutale efficacia hanno caratterizzato la sua rapida diffusione, nonché un particolare fascino proprio di questi tre aspetti.

Oltre alle tecniche delle discipline sopra menzionate che hanno contribuito all’origine del Krav Maga, negli ultimi anni, anche le arti del Muay Thai e del Wing Chun hanno contribuito al suo sviluppo confluendo al consolidamento dei sui principi che possono essere riassunti in:

  • Neutralizza la minaccia: L’obiettivo è dominare e rendere inoffensivo l’avversario o gli avversari, nel minor tempo possibile.
  • Semplicità: Nel Krav Maga non ci sono particolari forme, posizioni o schemi. Ogni movimento è volto al raggiungimento dell’obiettivo  nella maniera più semplice e pratica.
  • L’attacco è difesa, e la difesa è attacco: Nel combattimento ogni movimento offensivo è accompagnato da uno difensivo.
  • Retzev (Movimento Continuo): Derivato dal termine ebraico: “retzev“, il principio di movimento continuo si basa sulla relazione duale azione-reazione propria di uno scontro, dove attacchi, contrattacchi e manovre evasive/difensive sono comuni ad ambedue gli opponenti. Essendo un sistema non basato su schemi predefiniti, l’applicazione del principio del movimento continuo richiede, da parte del combattente, un grande lavoro di istinto piuttosto che l’osservanza di una relazione “azione offensiva – reazione difensiva”.
  • Utilizzo di armi: L’utilizzo di armi come coltelli, bastoni o fucili, ma anche armi di rimedio come penne, cinture o l’abbigliamento dell’avversario, può essere facilmente introdotto all’interno del combattimento assimilando gli stessi movimenti del combattimento a mani nude.
  • Focus: Poiché l’obiettivo è la neutralizzazione della minaccia, nel minor tempo possibile, uno dei principi meglio conosciuti del Krav Maga è quello di enfatizzare attacchi e tecniche che sfruttino le vulnerabilità dell’avversario, come azioni mirate alle parti più sensibili del corpo e i punti di pressione.
  • Sottomissione: Laddove non è contemplabile la neutralizzazione della minaccia sconfiggendo l’avversario, il Krav Maga adotta svariate tecniche di sottomissione al fine di renderlo inoffensivo, esercitando controllo su di lui al fine di terminare la minaccia.

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